Con la scadenza del 20 luglio per i versamenti fiscali alle porte, l’Agenzia delle Entrate sceglie proprio questi giorni per avviare l’invio massiccio di lettere di compliance sulle anomalie ISA. Per chi lavora in proprio, il messaggio è chiaro: un errore nella dichiarazione dei redditi 2025 può trasformarsi in un accertamento se non viene gestito prima della pausa estiva del Fisco, che scatterà il 1° agosto.
Non si tratta di una semplice notifica informativa. Archiviare la comunicazione e rimandare tutto a settembre significa perdere il diritto a sanare eventuali irregolarità con le sanzioni ridotte del ravvedimento operoso.
Dove trovare la comunicazione (e come riconoscerla)
Le lettere partite il 14 luglio 2026 con il provvedimento n. 208057 non arrivano nella cassetta della posta cartacea né nella posta elettronica ordinaria. Vengono depositate direttamente nel Cassetto fiscale del contribuente, alla sezione “Consultazioni – ISA/studi di settore – Comunicazioni anomalia”, accessibile con SPID, CIE o CNS.
Chi ha registrato una PEC riceverà un avviso di notifica dalle caselle complianceISA1@pec.agenziaentrate.it o complianceISA2@pec.agenziaentrate.it. Attenzione: i dettagli sull’anomalia contestata non compaiono nel testo dell’email, ma solo nell’area riservata del sito. Anche gli intermediari delegati possono visualizzare tutto, a patto che la delega unica o quella al Cassetto fiscale delegato risulti attiva.

Quali anomalie finiscono nel mirino
Il controllo incrocia i dati dichiarati per il periodo d’imposta 2024 con le banche dati dell’Anagrafe tributaria, come le Certificazioni Uniche e le dichiarazioni degli anni precedenti. Le comunicazioni segnalano queste situazioni:
- Incoerenze nella gestione del magazzino
- Esclusioni ISA ingiustificate per presunto non normale svolgimento dell’attività
- Mancata corrispondenza tra i dati dichiarati e la Certificazione Unica
- Omissioni o incongruenze nei dati dichiarati ai fini ISA
Cosa fare se si riceve la lettera
Due le strade percorribili. Se i dati contestati sono in realtà corretti, il contribuente può fornire chiarimenti usando il Software Comunicazioni anomalie ISA 2026, scaricabile gratuitamente dal sito dell’Agenzia delle Entrate, allegando un testo con tutti gli elementi utili a giustificare la propria posizione.
Se invece l’errore c’è, la lettera apre la possibilità di regolarizzarlo versando quanto dovuto con le sanzioni ridotte del ravvedimento operoso, proporzionali al tempo trascorso dalla violazione. Ignorare la comunicazione, al contrario, espone all’accertamento pieno e alle sanzioni ordinarie.
Una corsa contro il calendario
Il tempismo con cui il Fisco ha avviato questi controlli merita attenzione. Considerando che le lettere partono a metà luglio e la tregua estiva sospende l’invio di atti e comunicazioni dal 1° agosto fino a fine mese, restano al contribuente circa due settimane di calendario, in buona parte sovrapposte alla scadenza del 20 luglio per i versamenti. Tradotto in giorni lavorativi effettivi, il margine per verificare la propria posizione e intervenire si riduce a una manciata di giorni.
Per un professionista o un piccolo imprenditore già sotto pressione con gli adempimenti dichiarativi, questo significa dover inserire un ulteriore controllo urgente in un’agenda già satura. L’alternativa è rischiare che una difformità risolvibile oggi diventi un problema più costoso a settembre.
Fonti
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