A partire dal mese di settembre 2026, chi usufruisce dei permessi retribuiti della Legge 104 o del congedo straordinario per assistere un familiare con disabilità grave potrebbe non accorgersi di nulla in busta paga. Ma dietro le quinte scatterà un controllo più stringente che, se male interpretato dall’azienda, rischia di inceppare i rimborsi. L’INPS, con il messaggio n. 2287 del 7 luglio 2026, ha reso obbligatoria la compilazione di un nuovo campo nel flusso telematico con cui i datori di lavoro recuperano le somme anticipate ai dipendenti. Per il lavoratore la partita è chiara: se quel dato è sbagliato, il conguaglio si blocca e la continuità del beneficio può diventare un problema.
Perché il campo “BaseRif” riguarda anche il dipendente
Fino ad agosto 2026 l’elemento BaseRif — che indica la retribuzione teorica di riferimento per calcolare l’indennità — era facoltativo. Da settembre 2026 diventa obbligatorio per tutti i principali codici di conguaglio legati ai permessi 104 e al congedo straordinario. In pratica, l’azienda deve comunicare all’INPS una retribuzione mensile di riferimento ben precisa, e non può più usare valori approssimativi o non aggiornati.
Il nodo per il lavoratore è duplice:
- tipo di beneficio: per i permessi mensili o orari (quelli che spettano al dipendente con disabilità o a chi assiste un familiare) la retribuzione da indicare è quella del mese in cui si verifica l’evento. Per il congedo straordinario e il prolungamento del congedo parentale, invece, va presa la retribuzione del mese precedente all’evento;
- assunzioni e licenziamenti recenti: se il lavoratore è stato assunto o licenziato proprio nel mese di rilevazione, l’azienda deve considerare la retribuzione teorica del primo mese interamente lavorato. Una regola che evita che un mese “spezzato” falsi il calcolo dell’indennità.
Se il datore di lavoro sbaglia a selezionare il mese giusto, l’INPS può respingere la richiesta di conguaglio. E quando il conguaglio non passa, è il dipendente a rischiare ritardi o contestazioni sull’importo anticipato.
Quali permessi e congedi sono coinvolti
La novità tocca praticamente tutte le forme di assenza retribuita per disabilità grave. I codici di conguaglio interessati sono sette:

| Codice | A chi si riferisce |
|---|---|
| L306 – L307 | Lavoratore con disabilità grave (permessi orari o giornalieri) |
| L303 | Chi assiste coniuge, convivente di fatto, parti di unione civile, parenti e affini entro il terzo grado con disabilità grave |
| L308 | Congedo straordinario per assistenza a familiari con disabilità grave |
| L302 | Permessi orari per figlio con disabilità grave fino a 3 anni di vita |
| L300 – L301 | Prolungamento del congedo parentale per figlio con disabilità grave (fino a 8 anni e tra 8 e 14 anni) |
Ognuno di questi benefici segue una regola diversa per la retribuzione di riferimento. L’indicazione pratica per chi ne usufruisce è di sapere che, nel mese in cui si prende il permesso, l’ufficio paghe ha l’obbligo di agganciarsi a un mese specifico. Se ci sono stati cambi di orario, passaggi da full-time a part-time o variazioni contrattuali recenti, il dato potrebbe non essere quello che il lavoratore si aspetta.
Cosa può controllare il lavoratore (e quando conviene parlarne con l’azienda)
Nella busta paga del lavoratore il conguaglio INPS non appare come voce separata: l’azienda anticipa l’indennità e poi la recupera in sede di denuncia contributiva. Quindi il dipendente non vede il campo BaseRif né sa quale mese è stato scelto.
Alcune situazioni meritano però un controllo preventivo:
- Variazione dell’orario di lavoro avvenuta nel mese del permesso o in quello precedente: se la retribuzione teorica è cambiata, l’azienda deve usare il mese corretto a seconda del tipo di beneficio.
- Assunzione o cessazione nello stesso mese in cui si fruisce il permesso: in quel caso scatta la regola del primo mese intero, e non è detto che il dato sia immediato per chi elabora le paghe.
- Utilizzo misto di permessi 104 e congedo straordinario nello stesso periodo: le due regole di riferimento temporale sono diverse e vanno applicate separatamente.
La circolare INPS n. 39 del 4 aprile 2023 aveva già fissato le modalità di compilazione del flusso UniEmens per queste prestazioni. L’obbligo di BaseRif introdotto adesso completa quel quadro, rendendo più rigido il controllo di coerenza tra evento, retribuzione e mese di competenza. Un errore materiale nella scelta del mese, anche se non produce un danno economico immediato, può generare anomalie nelle procedure automatizzate di conguaglio — con il risultato che l’azienda potrebbe dover correggere la denuncia e, nel frattempo, trovarsi esposta per le somme anticipate.
Per chi utilizza i permessi con regolarità, la vera differenza non sta in un adempimento burocratico in più per l’impresa. Sta nel fatto che la retribuzione presa a riferimento dall’INPS dovrà essere quella formalmente corretta: se l’azienda la sbaglia, il primo a subirne le conseguenze operative è il dipendente che conta su quel beneficio.
Fonti
- Informazionefiscale.it
- Uniemens 2026 permessi 104 e congedi: novità INPS
- Fiscal-focus.it
- Congedo straordinario e parentale, modifiche a Uniemens
- Quotidianopiu.it
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