Dal 23 luglio 2026 parte il nuovo modello dell'Agenzia delle Entrate per comunicare cessione del credito e sconto in fattura sulle spese Superbonus sostenute quest'anno. Ma la platea dei beneficiari si è ridotta a una frazione minima: per il 2026 le opzioni alternative alla detrazione sopravvivono solo in una nicchia territoriale ben precisa, legata ai territori colpiti dai terremoti del 2009 e del 2016. Chi vive o possiede un immobile fuori da quelle zone non ha più accesso né allo sconto immediato in fattura né alla cessione del credito d'imposta.
Il provvedimento dell'Agenzia delle Entrate n. 211701 del 17 luglio 2026 mette a disposizione il modello aggiornato, con istruzioni e specifiche tecniche, esclusivamente in via telematica. La scadenza per l'invio è fissata al 16 marzo 2027, termine entro cui va trasmessa la comunicazione per le spese sostenute nel corso del 2026. Superata quella data, la comunicazione viene scartata automaticamente.
Solo terremotati in comuni con stato di emergenza: chi resta dentro
Per il cittadino privato, la domanda è una: posso ancora usare lo sconto in fattura o cedere il credito per i lavori fatti quest'anno? La risposta è affermativa solo al verificarsi congiunto di tre condizioni precise.
Primo, l'immobile deve trovarsi in uno dei comuni colpiti dal sisma del 6 aprile 2009 in Abruzzo oppure dal terremoto del Centro Italia del 24 agosto 2016 (che ha interessato Lazio, Marche e Umbria). Secondo, il comune deve avere lo stato di emergenza dichiarato. Terzo, gli interventi agevolati sono esclusivamente quelli antisismici previsti dai commi 1-ter e 4-quater dell'articolo 119 del decreto Rilancio, con detrazione ancora fissata al 110 per cento.
Restano fuori, per il 2026, tutti gli interventi di efficientamento energetico ordinari e qualsiasi lavoro antisismico realizzato al di fuori dei crateri sismici indicati. La norma che salva questa finestra residuale è l'articolo 2, comma 3-ter.1, del decreto-legge n. 11 del 2023: una deroga esplicita al blocco generale delle opzioni scattato dal 17 febbraio 2023.

Come si presenta la comunicazione: chi fa cosa
Sul piano pratico, il cittadino non invia il modello da solo. Per gli interventi su singole unità immobiliari, la comunicazione è trasmessa dal soggetto che rilascia il visto di conformità — un CAF o un professionista abilitato. Per i condomini, può inviarla l'amministratore o un condomino incaricato, ma chi ha rilasciato il visto deve comunque verificare e validare i dati relativi a visto e asseverazioni.
Il modello si compone di frontespizio e quattro quadri (A, B, C, D) che dettagliano tipologia di intervento, dati catastali, opzione scelta e soggetti cessionari o fornitori. L'invio è solo telematico, tramite area riservata del sito dell'Agenzia delle Entrate o canali telematici abilitati.
Resta l'obbligo di asseverazione tecnica che certifichi requisiti e congruità delle spese, oltre al visto di conformità sui documenti che attestano il diritto alla detrazione.
Possibilità di correggere o revocare l'invio
Una comunicazione già trasmessa può essere corretta o annullata, ma entro una finestra stretta: entro il giorno 5 del mese successivo a quello dell'invio originario. Lo strumento è una comunicazione sostitutiva (che sovrascrive integralmente i dati precedenti) o una comunicazione di annullamento (che cancella tutto). In entrambi i casi bisogna indicare il protocollo telematico della comunicazione che si vuole modificare; un protocollo inesistente o già annullato fa scattare lo scarto automatico.
Quanto pesa davvero questa finestra residua
Basta un dato di contesto per capire la portata effettiva della novità: il patrimonio immobiliare italiano ha superato 79,5 milioni di unità nel 2025, secondo le statistiche catastali pubblicate dall'Agenzia delle Entrate. I comuni in stato di emergenza per i sismi del 2009 e del 2016 rappresentano una frazione minuscola di questo stock. La maggioranza assoluta dei proprietari che nel 2026 sostengono spese di ristrutturazione non può più accedere né allo sconto in fattura né alla cessione del credito: dovrà portare la detrazione direttamente in dichiarazione dei redditi, spalmandola in più anni.
Per chi invece rientra nella nicchia protetta, il nuovo modello operativo dal 23 luglio è l'unico canale per monetizzare subito l'agevolazione, senza aspettare i rimborsi fiscali diluiti nel tempo. Il termine del 16 marzo 2027 lascia comunque margini ampi per raccogliere documentazione, ottenere visto e asseverazioni e predisporre l'invio.
Fonti
Indice dei Contenuti








