La mensilità di luglio dell’Assegno unico arriva lunedì 20 e martedì 21 per tutte le famiglie che non hanno modificato la propria situazione reddituale o familiare. Chi invece non ha ancora presentato l’ISEE 2026 incassa appena 58,30 euro a figlio e, dopo la scadenza del 30 giugno, ha perso definitivamente il diritto agli arretrati maturati da marzo. Un buco che, per un nucleo con due figli, può superare facilmente i 500 euro da inizio anno.
Quando arriva il pagamento dell’assegno unico a luglio 2026
Le date da segnare sono due. La prima finestra, 20 e 21 luglio, copre gli assegni in corso di validità che non hanno subito variazioni di importo rispetto a giugno. L’accredito è automatico sul conto corrente, sul libretto postale o sulla carta con IBAN comunicata in fase di domanda.
La seconda finestra cade nell’ultima settimana di luglio e riguarda tre situazioni: nuove domande presentate a giugno, assegni oggetto di conguaglio (a credito o a debito) e pratiche con modifiche recenti di ISEE, IBAN o composizione del nucleo familiare. In questi casi il pagamento arriva comunque entro il 31 luglio.
Ecco il quadro completo:
| Situazione della pratica | Data accredito luglio 2026 |
|---|---|
| Assegno senza variazioni rispetto a giugno | 20 e 21 luglio |
| Nuova domanda, conguaglio o modifica ISEE/IBAN | Ultima settimana di luglio (entro il 31) |
Quanto vale l’assegno unico a luglio 2026
Gli importi in pagamento questo mese sono quelli già rivalutati a inizio anno. L’adeguamento all’inflazione è stato dell’1,4 per cento, come indicato dall’INPS nella circolare n. 7/2026.
L’importo base per figlio oscilla tra un minimo di 58,30 euro – per chi non ha presentato l’ISEE o supera la soglia di 46.582,71 euro – e un massimo di 203,80 euro, riservato ai nuclei con ISEE fino a 17.468,51 euro. L’importo medio effettivo, comprensivo delle maggiorazioni, a marzo 2026 è stato di 173 euro a figlio.

Nel primo quadrimestre l’INPS ha erogato 6,6 miliardi di euro a oltre 6 milioni di nuclei familiari, per un totale di 9,5 milioni di figli beneficiari.
ISEE non aggiornato: cosa si è perso e cosa fare adesso
La scadenza del 28 febbraio per presentare l’ISEE 2026 ha segnato uno spartiacque. Dal 1° marzo chi non aveva una DSU valida ha cominciato a ricevere l’importo minimo. C’era una via per recuperare gli arretrati: presentare l’ISEE aggiornato entro il 30 giugno. Chi non l’ha fatto ha perso quella possibilità e continuerà a percepire 58,30 euro a figlio fino a quando non regolarizzerà la posizione. In quel caso l’importo pieno scatterà solo dal mese di presentazione, senza effetto retroattivo.
Per chi ha rispettato la scadenza di fine giugno, invece, la rata di luglio potrebbe già includere i conguagli dei mesi precedenti. Il modo più sicuro per verificare è accedere al Fascicolo previdenziale del cittadino sul portale INPS (con SPID, CIE o CNS) e controllare la sezione pagamenti.
Il calendario dei prossimi mesi
L’INPS ha già fissato le date di accredito per tutto il secondo semestre 2026:
- 18 e 19 agosto
- 21 e 22 settembre
- 21 e 22 ottobre
- 19 e 20 novembre
- 16 e 17 dicembre
Chi ha una domanda attiva non deve ripresentarla: l’Assegno unico si rinnova automaticamente ogni anno. Resta l’obbligo di comunicare all’Istituto eventuali cambiamenti nella situazione familiare o reddituale che possono modificare l’importo o il diritto alla prestazione.
Il costo nascosto dell’ISEE dimenticato
I numeri dell’INPS raccontano una platea enorme, ma anche un divario pesante per chi resta aggrappato all’importo minimo. Prendiamo il valore medio di marzo: 173 euro a figlio. Una famiglia con due bambini che percepisce l’importo medio incassa circa 346 euro al mese. La stessa famiglia senza ISEE aggiornato ne riceve 116,60 (58,30 × 2). La differenza supera i 229 euro mensili. Da marzo a giugno – il periodo coperto dagli arretrati ormai persi per chi non ha rispettato il 30 giugno – il mancato incasso ammonta a oltre 900 euro per due figli. Un importo che, in un semestre, equivale a quasi due mensilità piene di assegno medio.
Fonti
Indice dei Contenuti








