Da luglio 2026 chi non ha rinnovato l’ISEE entro il 30 giugno perde definitivamente gli arretrati dell’Assegno Unico maturati da marzo. Una mazzata che, secondo le stime, può superare 1.000 euro a nucleo. Le famiglie che hanno già regolarizzato la DSU, invece, troveranno importi più ricchi grazie alla rivalutazione dell’1,4% e alle soglie ISEE allargate. Le prime finestre di accredito scattano il 20 e 21 luglio: ecco cosa cambia nel concreto per il portafoglio di casa.
ISEE scaduto: da luglio gli arretrati sono persi per sempre
Chi non ha presentato una nuova Dichiarazione Sostitutiva Unica entro il 30 giugno 2026 perde il diritto al conguaglio delle mensilità ridotte versate da marzo. L’Inps continuerà a pagare l’importo minimo di 58,5 euro al mese per figlio, ma i soldi in meno già incassati nei mesi scorsi non verranno più recuperati.
Fino a giugno, infatti, chi aveva l’ISEE scaduto prendeva comunque l’assegno, seppure nella misura più bassa. La finestra per sanare la posizione e ottenere la differenza arretrata si è chiusa il 30 giugno. Una famiglia con due figli che poteva contare su 204,4 euro mensili a testa, per esempio, ha già lasciato sul tavolo oltre 290 euro al mese; per nuclei con maggiorazioni (terzo figlio, disabilità, madre under 21) la cifra persa può salire oltre i 1.000 euro complessivi.
Quanto vale l’assegno unico a luglio: importi e nuove soglie
Il 1° luglio 2026 entrano in vigore i parametri fissati dalla circolare INPS n. 61 del 26 maggio, con rivalutazione dell’1,4% sull’indice ISTAT FOI. Tre conseguenze immediate per il bilancio familiare:

- Assegno pieno di 204,4 euro al mese per figlio minorenne fino a un ISEE di 17.090,61 euro (soglia rialzata rispetto all’anno scorso);
- Decurtazione progressiva fino al minimo di 58,5 euro per ISEE superiori o mancanti;
- Le maggiorazioni restano: +95 euro dal terzo figlio, +120 euro per figlio con disabilità grave, +50% dell’importo nei primi tre anni di vita del bambino se entrambi i genitori lavorano.
Poiché le soglie ISEE si sono alzate, diversi nuclei che prima restavano appena fuori dalla fascia massima ora vi rientrano automaticamente, percependo un assegno più alto senza aver modificato il proprio reddito. Il ricalcolo è automatico, ma solo per chi ha già trasmesso un ISEE valido.
Quando arrivano i bonifici: il calendario di luglio 2026
Due finestre di pagamento, a seconda della propria posizione amministrativa:
- 20-21 luglio: accredito per chi non ha subito variazioni del nucleo familiare o dell’ISEE rispetto all’ultimo pagamento;
- Ultima settimana del mese (indicativamente dopo il 28 luglio): pagamento per chi ha presentato una nuova domanda, ha aggiornato l’ISEE di recente o ha modificato la composizione familiare. In questi casi l’Inps deve ricalcolare l’importo prima di disporre il bonifico.
L’erogazione avviene esclusivamente su conto corrente bancario o postale. I ritiri in contanti alle Poste sono ammessi solo per importi netti sotto i 1.000 euro, seguendo la turnazione alfabetica.
Chi non vedesse l’accredito entro le date indicate deve controllare subito il Fascicolo previdenziale del cittadino (accessibile con SPID o CIE) per verificare eventuali errori nell’IBAN, dati anagrafici errati o richieste di integrazioni. Le comunicazioni ufficiali viaggiano anche tramite app IO.
Il consiglio operativo: anche chi pensa di non aver diritto a importi superiori dovrebbe verificare la propria posizione ISEE. L’innalzamento delle soglie, da solo, può far scattare un incremento dell’assegno che resta valido fino al 30 giugno 2027. Ogni mese lasciato al minimo non sarà più recuperabile.
Fonti
- Corriere.it
- Pagamenti Inps luglio 2026, il calendario completo
- Ilmessaggero.it
- Businessonline.it
- Affaritaliani.it
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