Distacco Italia-Moldova: le regole Inail per lavoratori e rendite

Un operaio edile moldavo che si infortuna a Milano e rientra a Chișinău può continuare a incassare la rendita Inail senza interruzioni. La conferma arriva con la Circolare Inail n. 34 del 10 luglio 2026, che scioglie i nodi applicativi dell’Accordo bilaterale Italia-Moldova sulla sicurezza sociale, operativo dal 1° settembre 2025. Oltre all’esportabilità totale delle prestazioni in denaro, il provvedimento regola il distacco dei lavoratori, fissa a 48 mesi il periodo massimo di copertura e introduce modelli bilingue per certificati, notifiche e ricorsi.

Chi resta assicurato Inail quando lavora in Moldova

Il principio guida è la territorialità: il lavoratore inviato temporaneamente all’estero da un’azienda italiana (o viceversa) rimane soggetto alla legislazione del Paese d’origine per un massimo di 24 mesi, prorogabili di altri 24 con autorizzazione (art. 7 dell’Accordo). In pratica, un dipendente italiano distaccato in Moldova continua a essere coperto dall’Inail come se lavorasse in Italia, purché il datore di lavoro richieda il certificato di distacco prima dell’inizio dell’attività.

La modulistica è standardizzata:

  • IT/MD DISTACCO AWOD 101 – certificato di distacco iniziale;
  • IT/MD PROROGA DISTACCO AWOD 102 – per estendere il periodo oltre i 24 mesi;
  • IT/MD CERTIFICATO D’OPZIONE AWOD 103 – per il personale diplomatico e consolare, che può esercitare il diritto di opzione una sola volta entro 3 mesi dall’entrata in vigore dell’Accordo o dall’inizio dell’attività.

I certificati vanno trasmessi in copia all’organismo di collegamento moldavo. La mancata richiesta prima della partenza fa scattare l’obbligo contributivo nel Paese di destinazione, con il rischio di perdere la copertura previdenziale italiana.

Rendite e indennizzi: niente più vincoli di residenza

L’Accordo stabilisce che tutte le prestazioni in denaro per infortuni sul lavoro e malattie professionali seguano il beneficiario ovunque scelga di vivere (art. 5). L’Inail paga direttamente sul conto corrente indicato nella domanda, senza che il lavoratore debba restare in Italia. Restano però escluse l’assegno sociale, le prestazioni non contributive a carico della fiscalità generale e l’integrazione al trattamento minimo. Una persona con una carriera contributiva molto bassa riceverà quindi solo quanto maturato con i contributi effettivi, senza alcuna integrazione pubblica.

Per le malattie professionali che potrebbero essere indennizzate in entrambi i Paesi, la competenza è dello Stato in cui è stata svolta l’ultima lavorazione a rischio. Se servono accertamenti sanitari, l’istituzione del luogo di residenza li esegue su richiesta e a carico dell’Inail, con rimborso tramite il formulario IT/MD RIMBORSO SPESE MEDICHE 173.

Casco da cantiere e monete d'oro su una scrivania illuminata dal sole, copertura previdenziale per lavoratori distaccati tra Italia e Moldova
Lavoratori edili moldavi in Italia: l'accordo bilaterale garantisce la continuità delle prestazioni Inail anche dopo il rientro in patria.

I passaggi pratici per il lavoratore: moduli, notifiche e ricorsi

Chi subisce un infortunio con esito mortale o invalidante deve sapere che l’evento viene notificato tra le istituzioni dei due Stati attraverso il modulo IT/MD NOTIFICA INFORTUNIO 180, seguito dalla notifica della decisione con il modulo 182. La procedura è attivata dal datore di lavoro, ma il lavoratore può verificare che la comunicazione sia stata effettuata.

Se l’Inail eroga una prestazione non dovuta, l’ente può recuperare le somme trattenendo gli importi su arretrati o pagamenti correnti dovuti dall’istituzione moldava, utilizzando i formulari R01, R02 e R03.

In caso di controversia, il ricorso amministrativo può essere presentato anche presso l’istituzione competente dell’altro Stato, che lo trasmette senza indugio; fa fede la data di presentazione all’ente estero. Un lavoratore moldavo che contesta una decisione Inail può dunque depositare il ricorso presso la CNAS moldava senza timore di sforare i termini italiani.

Le nuove regole sostituiscono integralmente il precedente Accordo del 18 giugno 2021 e le relative istruzioni contenute nella Circolare Inail n. 9 dell’11 aprile 2024, che non sono più applicabili.

L’intelaiatura amministrativa disegnata dalla Circolare n. 34 riduce i margini di errore e dà ai lavoratori transnazionali un vantaggio concreto: la certezza di poter contare su un beneficio economico anche quando si lascia il Paese in cui è maturato il diritto. Tuttavia, l’esclusione dell’integrazione al minimo pesa soprattutto su chi ha versato pochi contributi. Per queste persone, la rendita non sarà arricchita da alcuna quota a carico della fiscalità generale, e questo può tradursi in un assegno molto più leggero del previsto. Chi sta valutando un rientro definitivo in Moldova dopo pochi anni di lavoro in Italia deve tenerne conto.

Per non perdere la protezione, la parola d’ordine è “prima della partenza”: il certificato di distacco va richiesto prima che il lavoratore inizi l’attività nell’altro Paese. Un ritardo anche di pochi giorni può far scattare l’obbligo contributivo nello Stato di destinazione e lasciare il lavoratore senza copertura Inail proprio quando ne avrebbe più bisogno.

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