Fermo pesca 2025: scadenza al 30 luglio per le domande di indennità

Le imprese di pesca marittima hanno esattamente un mese in più per presentare le domande di accesso all'indennità di sostegno al reddito: la scadenza è fissata al 30 luglio 2026 ore 23:59. Il Ministero del Lavoro ha prorogato di 30 giorni il termine originario del 30 giugno 2026, dopo che le associazioni di categoria avevano segnalato criticità operative. Chi non trasmette l'istanza entro quella data non può accedere all'indennità per l'annualità 2025.

Chi deve agire e cosa presentare

A presentare la domanda sono le imprese, non i singoli lavoratori dipendenti. Per ogni unità di pesca presente in azienda va trasmessa una istanza separata: chi gestisce più imbarcazioni deve preparare un modulo distinto per ciascuna.

L'indennità prevista per i dipendenti è una somma giornaliera onnicomprensiva fino a 30 euro in caso di sospensione per fermo obbligatorio o non obbligatorio. La misura è disciplinata dal decreto interministeriale n. 1603 del 19 maggio 2026, firmato congiuntamente dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, dal Ministero dell'Economia e delle Finanze e dal Ministero dell'Agricoltura e della Sovranità Alimentare. Il finanziamento complessivo è di 30 milioni di euro, stanziati dalla Legge di Bilancio 2026.

Come compilare e trasmettere l'istanza

Le domande vanno caricate esclusivamente sul portale "Fermo Pesca" del Ministero del Lavoro. Non esistono canali alternativi.

Per la Scheda 9 — il documento specifico richiesto nel modulo — il Ministero ha predisposto tre strumenti disponibili già ora:

Fermo pesca 2025: prorogati i termini fino al 30 luglio
Barche da pesca colorate ormeggiate al porto in una giornata di sole. Foto di HONG SON su Pexels
  • video-tutorial in formato "video-pillola" sul portale Servizi Lavoro
  • manuale operativo con indicazioni passo per passo per la compilazione della Scheda 9
  • fac-simile precompilato della Scheda 9 da usare come riferimento

Il consiglio pratico è partire dal fac-simile prima ancora di aprire il portale: avere i dati già organizzati evita errori in fase di inserimento e riduce il rischio di correzioni nei giorni a ridosso della scadenza.

Dopo il 30 luglio: l'istruttoria e i tempi

Una volta chiuso lo sportello, il Ministero avvierà l'istruttoria su tutte le domande pervenute. Solo al termine di questa fase saranno comunicati i dati definitivi: posizioni lavorative beneficiarie, giornate coperte e importi complessivi. Non esiste un ammontare garantito in anticipo per ciascun lavoratore: la cifra effettiva dipende dall'esito dell'istruttoria e dalla platea totale dei richiedenti.

Non sono previste riaperture dello sportello: chi non presenta entro il 30 luglio 2026 perde definitivamente il beneficio per l'annualità 2025.

Il calendario degli adempimenti

DataAdempimento
19 maggio 2026Firma decreto interministeriale n. 1603
30 giugno 2026Scadenza originaria, superata dalla proroga
30 luglio 2026, ore 23:59Termine definitivo per le istanze
Dopo il 30 luglioAvvio istruttoria ministeriale; poi comunicazione importi

Con 30 milioni di euro a disposizione e un'indennità massima di 30 euro al giorno per lavoratore, l'impresa che presenta la domanda in ritardo non sposta il budget a proprio vantaggio: i fondi vengono ripartiti tra chi ha presentato istanza regolarmente. Ogni domanda non trasmessa entro la scadenza è semplicemente fuori dal riparto.

Il termine del 30 luglio non è negoziabile e i materiali di supporto sono già accessibili: l'unico rischio concreto per un'impresa è procrastinare la compilazione.

Fonti

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