A giugno 2026 il costo medio di una ricarica pubblica in corrente alternata ha toccato 0,62 €/kWh, quella rapida DC e ultrarapida HPC 0,74 €/kWh. Con i prezzi dei carburanti rilevati il 17 luglio 2026, un litro di benzina self nella regione Lazio era a 1,886 €/L e il gasolio a 2,008 €/L. Per un lavoratore o una famiglia che guarda al portafoglio, oggi la convenienza dell’elettrico non è più un assoluto: dipende da dove, quando e con chi si ricarica, ma anche dalla capacità di cogliere gli incentivi all’installazione domestica.
Quanto costa davvero ricaricare: i numeri di giugno 2026
L’Osservatorio prezzi di Adiconsum e TariffEV ha analizzato 442 tariffe di 20 operatori in AC, 20 in DC e 16 in HPC. Le medie pesate di giugno sono state:
- Ricarica lenta AC (fino a 22 kW): 0,62 €/kWh
- Ricarica rapida DC (50–150 kW): 0,74 €/kWh
- Ricarica ultrarapida HPC (oltre 150 kW): 0,74 €/kWh
Esistono però forti scostamenti. Le migliori tre tariffe in assoluto, secondo i dati di maggio 2026 (ultimo aggiornamento disponibile per questa sezione dell’Osservatorio), offrono:
- 0,25 €/kWh in AC (Emobitaly)
- 0,39 €/kWh in DC (EvWay in roaming su Edison)
- 0,30 €/kWh in HPC (Tesla Supercharger)
Scegliere il fornitore giusto, o passare da un’app specializzata come TariffEV, può più che dimezzare la bolletta di ricarica.
Elettrico vs benzina e diesel: quando conviene e quando no
I consumi medi presi a riferimento dall’Osservatorio sono:

- Auto elettrica in città: 13 kWh/100 km
- Auto elettrica in autostrada: 20 kWh/100 km
- Auto diesel: 20 km/litro
- Auto benzina: 18 km/litro
Con i prezzi dei carburanti del 17 luglio 2026, il costo per percorrere 100 km è:
| Alimentazione | Città (€/100 km) | Autostrada (€/100 km) |
|---|---|---|
| Elettrico (tariffa media AC 0,62 €/kWh) | 8,06 | – |
| Elettrico (tariffa media DC/HPC 0,74 €/kWh) | 9,62 | 14,80 |
| Elettrico (miglior tariffa domestica 0,25 €/kWh) | 3,25 | – |
| Diesel (2,008 €/L) | 10,04 | 10,04 |
| Benzina (1,886 €/L) | 10,48 | 10,48 |
In città la mobilità elettrica resta competitiva anche con le tariffe pubbliche medie. In autostrada, invece, il costo con le tariffe medie supera nettamente quello dei carburanti fossili. Il pareggio si raggiunge solo con le tariffe più convenienti: 0,502 €/kWh per eguagliare il diesel e 0,528 €/kWh per la benzina. Viaggiare a batteria conviene se si usano le colonnine giuste, altrimenti si può spendere di più che con un pieno tradizionale.
Bonus colonnine 2026: fino a 1.500 euro per la wallbox di casa (e 8.000 in condominio)
Il DPCM “Automotive” in discussione alla Commissione Finanze del Senato prevede un contributo a fondo perduto pari all’80% delle spese per acquisto e posa dell’infrastruttura di ricarica. Il beneficio non è una detrazione, ma un bonifico diretto sul conto corrente dopo il pagamento.
- Privati: massimale di 1.500 euro
- Condomini (installazione su parti comuni): massimale di 8.000 euro
Le spese ammesse includono wallbox o colonnina, manodopera specializzata, adeguamenti dell’impianto elettrico, progettazione e la Dichiarazione di Conformità. La misura è retroattiva: chi ha già eseguito e pagato i lavori nel 2026 può presentare domanda appena lo sportello telematico Invitalia verrà aperto. L’ultimo sportello del 2025 è rimasto attivo solo 28 giorni; farsi trovare pronti con tutta la documentazione, senza aspettare l’apertura, può fare la differenza tra ottenere il rimborso o restare esclusi.
Dal 2028 più colonnine nei distributori: cosa cambia per chi non ha il box
La bozza del DDL Concorrenza impone che dal 1° gennaio 2028 nessun nuovo impianto di carburante potrà essere autorizzato se non offre almeno un vettore energetico alternativo (elettrico, idrogeno, biometano ecc.). I gestori esistenti saranno incentivati con contributi fino a 60.000 euro per la conversione in centri urbani e fino a 30.000 euro nelle aree interne, attingendo a un fondo di 112 milioni di euro per il triennio 2028‑2030. L’obiettivo è aumentare la capillarità della ricarica rapida, riducendo uno dei problemi che più alimenta la diffidenza di chi non ha un garage: la paura di non trovare una colonnina funzionante. Attualmente in Italia solo il 50% delle aree di servizio autostradali dispone di punti di ricarica, e i 78.253 punti totali sono per lo più a potenza bassa (55.902 sotto i 50 kW). Una rete più fitta e affidabile potrebbe presto alleggerire il vincolo per chi abita in appartamento.
La chiave è tutta nella tariffa giusta (e nell’incentivo domestico)
I dati di giugno mostrano che la mobilità elettrica conviene quasi sempre in città e quasi mai in autostrada, a meno di non scegliere le offerte migliori o di poter ricaricare a casa. Chi installa una wallbox con il bonus 2026 e sottoscrive una tariffa da 0,25 €/kWh spende circa 3,25 € per 100 km, contro gli oltre 10 € dei carburanti tradizionali. Significa oltre il 68% di risparmio su base annua per chi usa l’auto in ambito urbano e suburbano. Per i lunghi viaggi, invece, la convenienza resta legata alla capacità di cercare la colonnina più economica. L’accelerazione normativa sulle infrastrutture, se accompagnata da una maggiore trasparenza tariffaria, potrebbe trasformare l’elettrico in una scelta di bilancio anche per chi oggi non ha un posto auto privato.
Fonti
- Auto Tecnica
- Il Cittadino di Monza e Brianza
- Adiconsum.it
- Vaielettrico
- Virgilio.it
- Insideover.com
- idealista/news
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