Noleggio sociale a 100 euro al mese: cosa cambia per il tuo portafoglio e come fare domanda

Un’auto nuova a 100 euro al mese, con bollo, assicurazione e manutenzione già inclusi. Non è una promozione temporanea di una finanziaria, ma il noleggio sociale a lungo termine che il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) ha varato con il DPCM Automotive del 10 giugno 2026. La misura, gestita dall’ACI, mette sul piatto 50 milioni di euro per sostituire vecchie auto inquinanti con veicoli a basse emissioni destinati a chi ha un ISEE sotto i 30.000 euro.

Il programma è sperimentale e resterà attivo fino al 30 giugno 2030, ma le prime consegne non arriveranno prima del 2027. Ecco perché, già da ora, conviene capire se si hanno i requisiti e quali vincoli accettare prima di tuffarsi in quello che si preannuncia come un click day.

Chi può davvero accedere (e quali paletti rischiano di escluderti)

La platea è delimitata da condizioni più stringenti di quanto il solo ISEE lasci immaginare. Possono presentare domanda le persone fisiche residenti in Italia che, alla data della richiesta:

  • hanno un ISEE inferiore a 30.000 euro;
  • sono titolari di un contratto di lavoro a tempo indeterminato, di un assegno pensionistico, oppure hanno presentato la dichiarazione dei redditi in ciascuno dei tre periodi d’imposta precedenti;
  • possiedono un conto corrente (bancario o postale) e una carta di credito;
  • non hanno carichi pendenti, protesti, segnalazioni alla Centrale dei rischi o procedimenti amministrativi in corso;
  • sono in possesso di una patente B (o superiore).

Un filtro importante: non si deve aver mai beneficiato dell’ecobonus auto. Inoltre, non si deve aver mai beneficiato di precedenti agevolazioni del programma, neppure tramite un familiare convivente.

Il requisito più vincolante, però, è l’obbligo di rottamare un veicolo fino a Euro 4, posseduto da almeno 12 mesi e intestato al richiedente o a un familiare convivente. Senza un’auto vecchia da mandare in demolizione, il noleggio sociale resta precluso, anche con ISEE bassissimo.

La rottamazione va certificata: il documento che attesta l’avvenuta demolizione deve essere consegnato entro 30 giorni prima della data prevista per la consegna del veicolo nuovo.

Quanto costa (davvero) e cosa succede dopo 3 anni

Il contratto di noleggio ha una durata minima di 36 mesi e un canone fisso di 100 euro al mese, IVA inclusa. Dentro ci sono:

  • RCA con franchigia massima di 250 euro;
  • Furto e Incendio con franchigia massima del 10% del danno e comunque non oltre 1.000 euro;
  • Kasko, atti vandalici, eventi naturali e cristalli con franchigia massima di 500 euro;
  • manutenzione ordinaria e straordinaria, compresa la dotazione iniziale di pneumatici All Season;
  • soccorso stradale H24, auto sostitutiva nei casi previsti e gestione multe e sinistri;
  • bollo auto.

Non è richiesto alcun anticipo, ma restano a carico dell’utente i costi di rottamazione del vecchio mezzo e gli eventuali servizi aggiuntivi richiesti. Il limite di percorrenza è fissato a 12.000 chilometri l’anno.

Alla scadenza dei tre anni scatta la possibilità di acquistare il veicolo con uno sconto del 10% sul valore di mercato residuo. La volontà di riscatto va comunicata all’ACI entro 90 giorni dalla fine del contratto. Se l’utente non compra, l’auto viene gestita tramite le clausole di buy-back previste dalla gara di fornitura, oppure venduta a terzi.

Auto moderna per il noleggio sociale con monete d'oro su un viale assolato, veicolo conveniente a 100 euro al mese
Il noleggio sociale promette un'auto nuova a 100 euro al mese per chi ha un ISEE sotto i 30.000 euro.

Non puoi scegliere il modello: vince la gara, guidi quella

Niente catalogo da sfogliare. L’ACI selezionerà un unico modello e una sola motorizzazione attraverso una gara pubblica europea, aperta a tutti i costruttori che operano nel continente, compresi quelli cinesi.

I vincoli per le case sono precisi:

  • prezzo massimo di 14.800 euro IVA esclusa (circa 18.056 euro IVA inclusa), optional compresi;
  • omologazione Euro 6 ed emissioni di CO₂ non superiori a 135 g/km;
  • una rete di assistenza capillare sul territorio nazionale, perché il canone di 100 euro deve coprire anche riparazioni e manutenzione in tempi rapidi.

Tra i modelli che al momento rientrerebbero nei parametri di listino ci sono la Fiat Pandina, la Fiat Grande Panda 1.2 Turbo Pop, la Dacia Sandero Streetway, la Dacia Spring, la Citroën C3, la Kia Picanto e la Seat Ibiza. Ma la scelta definitiva dipenderà dall’esito della gara.

Come si presenta la domanda e quanto bisognerà aspettare

Le richieste andranno inoltrate attraverso la piattaforma Ecobonus gestita da Invitalia, lo stesso sportello telematico già usato per gli incentivi auto. Le graduatorie seguiranno l’ordine cronologico di presentazione: chi arriva prima ha più probabilità di rientrare nei fondi, che al momento coprono tra 3.000 e 4.000 veicoli (la forbice dipende dal prezzo finale spuntato in gara).

Le tempistiche, però, sono tutt’altro che immediate. La gara europea e gli adempimenti operativi fanno slittare le prime consegne al 2027. Chi spera di mettersi al volante entro l’anno resterà deluso.

C’è un aspetto critico da tenere a mente: l’ACI verifica l’affidabilità creditizia di ogni richiedente. Chi risulta “cattivo pagatore” nei sistemi di informazioni creditizie potrebbe vedersi respingere la domanda. Inoltre, chi perde i requisiti durante il contratto (ad esempio salta due pagamenti del canone, anche non consecutivi, o tenta di sub-noleggiare il veicolo) decade dall’agevolazione. L’ACI recupera l’auto e applica una sanzione di 300 euro per ogni mese di fruizione indebita.

Quanto conviene davvero e perché la partita si gioca sui redditi medio-bassi

Il canone di 100 euro al mese copre voci che, per un’auto di proprietà di segmento analogo, costano spesso di più solo di assicurazione e bollo, senza considerare manutenzione e imprevisti. Per chi oggi manda avanti un’auto vecchia, con consumi e riparazioni frequenti, il risparmio può essere tangibile. Chi invece possiede già un veicolo Euro 5 o Euro 6 perde il beneficio in partenza, perché gli manca l’auto da rottamare.

Con 50 milioni di euro di stanziamento iniziale e una disponibilità stimata di 3.000-4.000 veicoli, la misura ha una portata limitata rispetto alla platea di contribuenti con ISEE inferiore a 30.000 euro. Il governo ha annunciato l’intenzione di rendere strutturale il programma e aumentare le risorse se la sperimentazione funzionerà. Al momento, però, chi ha i requisiti deve muoversi in fretta e preparare la documentazione prima dell’apertura dello sportello telematico.

Il primo banco di prova sarà proprio la gara europea: dal modello che vincerà dipenderanno non solo il numero di famiglie servite, ma anche la tipologia di auto che entrerà nelle loro vite per i prossimi tre anni.

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