Con la circolare n. 82 del 29 luglio 2026 l’INPS ha sbloccato due misure che non toccano direttamente la busta paga del lavoratore, ma possono cambiare in modo concreto le sue possibilità di trovare o mantenere un impiego. L’esonero totale dei contributi a carico del datore di lavoro – fino a 8.000 euro l’anno per le madri di almeno tre figli e un incentivo speculare per la stabilizzazione dei giovani under 35 – rende molto più economico assumere o confermare a tempo indeterminato due categorie che spesso faticano a entrare o restare nel mercato del lavoro. Le regole applicative, attese da mesi, sono ora operative: vediamo cosa significa per chi sta cercando lavoro, per chi ha un contratto a termine e per chi vuole rientrare dopo un periodo di inattività.
Esonero per madri di tre figli: i requisiti che fanno la differenza
L’incentivo non entra in busta paga, ma rende il profilo della lavoratrice molto più interessante per un’azienda privata. Il datore di lavoro può azzerare i contributi previdenziali a suo carico (esclusi i premi INAIL) se assume una donna che, alla data dell’assunzione, ha almeno tre figli di età inferiore a 18 anni (la circolare precisa: 17 anni e 364 giorni) ed è priva di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi. Entrambi i requisiti devono coesistere nello stesso momento.
Ci sono due aspetti che conviene conoscere. Il primo è la cristallizzazione del diritto: se un figlio compie 18 anni dopo l’assunzione, il beneficio non decade. Il secondo è che valgono anche i figli adottivi o in affido, compresi i periodi di pre-affido. Restano invece escluse dal perimetro le assunzioni nel lavoro domestico, in apprendistato, con contratto intermittente e nella Pubblica Amministrazione.
La domanda la fa esclusivamente il datore di lavoro, attraverso il nuovo modulo telematico “ELM3” sul Portale delle Agevolazioni INPS. La lavoratrice non deve presentare istanze, ma può (e dovrebbe) segnalare la propria condizione in fase di colloquio, perché non tutte le imprese conoscono la misura o sanno già che quel profilo azzera quasi completamente il costo contributivo.
Quanto dura e quanto vale lo sgravio per ogni tipo di contratto
Il beneficio copre il 100% dei contributi datoriali (con esclusione dei premi INAIL e di alcune voci solidaristiche) entro un tetto massimo di 8.000 euro l’anno, che corrispondono a circa 666 euro al mese e a 21,50 euro al giorno. Per i contratti part‑time il massimale si riduce in proporzione all’orario.
La durata cambia in base al contratto con cui si viene assunte:

| Tipologia di contratto | Durata massima dell’esonero |
|---|---|
| Tempo determinato (anche in somministrazione) | 12 mesi |
| Trasformazione di un tempo determinato già agevolato | 18 mesi complessivi dalla prima assunzione |
| Tempo indeterminato | 24 mesi |
Chi punta a un contratto stabile ha quindi il vantaggio di offrire al datore di lavoro uno sgravio che dura due anni pieni. Il beneficio si sospende soltanto durante il congedo obbligatorio di maternità e può essere recuperato successivamente.
Stabilizzazione under 35: come funziona la prenotazione dell’incentivo
Con il messaggio n. 2518 del 29 luglio 2026, l’INPS ha aperto anche la procedura per la decontribuzione sulle trasformazioni da tempo determinato a indeterminato di giovani che, al momento della trasformazione, non hanno ancora compiuto 35 anni e non hanno mai avuto un contratto a tempo indeterminato nell’intera vita lavorativa. La finestra utile va dal 1° agosto al 31 dicembre 2026.
Come già spiegato nelle settimane scorse, l’esonero arriva fino a 500 euro mensili per 24 mesi (12.000 euro lordi complessivi) e spetta al datore di lavoro che stabilizza il rapporto. Anche in questo caso il lavoratore non presenta domanda, ma l’elemento nuovo è la prenotazione preventiva: se la trasformazione non è ancora avvenuta, il datore può presentare l’istanza, l’INPS calcola l’importo spettante e accantona le risorse, dando poi dieci giorni di tempo per trasmettere la comunicazione obbligatoria di avvenuta trasformazione.
Per chi oggi ha un contratto a termine in scadenza, sapere che l’azienda può “bloccare” i fondi ancora prima di formalizzare la stabilizzazione offre un argomento concreto in più al tavolo delle trattative. La finestra temporale è però stretta: il meccanismo vale solo per le trasformazioni effettuate entro fine anno.
Fondi limitati: quanto tempo hai per giocarti la carta
L’esonero per le madri di tre figli non ha una scadenza normativa, ma è contingentato ogni anno da un tetto di spesa. Per il 2026 lo stanziamento è di soli 5,7 milioni di euro. Considerando un costo massimo di 8.000 euro a lavoratrice a tempo pieno, il plafond basta a coprire circa 712 assunzioni nell’intero anno. Il dato è ancora più stringente se si pensa che la misura è in vigore dal 1° gennaio e che gli arretrati per i primi sette mesi possono essere recuperati dai datori di lavoro solo nei flussi UniEmens di agosto, settembre e ottobre 2026: molte imprese potrebbero dunque presentare domanda proprio in queste settimane, consumando rapidamente le risorse.
La circolare chiarisce che l’INPS monitora costantemente la capienza e sospende l’accoglimento di nuove istanze quando il limite viene raggiunto, anche solo in via prospettica. Per chi possiede i requisiti, il suggerimento operativo è uno solo: non aspettare, perché il tesoretto è piccolo e rischia di esaurirsi prima della fine dell’anno. Lo stesso vale per il giovane che può essere stabilizzato: la finestra chiude il 31 dicembre e la prenotazione dei fondi dà un vantaggio immediato, ma solo a chi si muove per tempo.
Questi strumenti da soli non creano posti di lavoro, ma con le istruzioni INPS appena pubblicate diventano finalmente utilizzabili. Per un genitore con tre figli che vuole rientrare nel mercato o per un under 35 in attesa di stabilità, i prossimi mesi sono il momento in cui la normativa gioca a favore.
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