Se usi l'auto aziendale anche per uso privato, dal 2026 potresti trovarti a pagare più tasse in busta paga. La variabile che conta non è più se il veicolo era nuovo o usato al momento dell'assegnazione, ma quanti anni ha: superati i 5 anni dall'immatricolazione, il fringe benefit imponibile aumenta del 50%. Il decreto legislativo correttivo della riforma fiscale, approvato in esame preliminare dal Consiglio dei Ministri il 10 giugno 2026, deve ancora essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale prima di diventare definitivamente operativo.
Quanto paghi in più dall'anno 6 in poi
Il nuovo meccanismo separa nettamente due fasi. Nei primi 5 anni dall'immatricolazione, il calcolo resta invariato rispetto alle regole già in vigore nel 2025: si applica una percentuale al costo chilometrico ACI, differenziata per tipo di alimentazione. Dal sesto anno, quell'importo viene maggiorato del 50%.
Un esempio concreto: auto termica con costo chilometrico ACI di 5.000 euro annui. Nei primi cinque anni il benefit imponibile è 2.500 euro (50% × 5.000). Dal sesto anno sale a 3.750 euro. La differenza è 1.250 euro di reddito imponibile aggiuntivo ogni anno — interamente a carico del lavoratore in termini di IRPEF.

La logica esplicitata nel decreto è incentivare il rinnovo del parco auto verso veicoli più ecologici, penalizzando fiscalmente quelli più datati e tendenzialmente più inquinanti.
Optional dell'azienda: scatta una maggiorazione del 5%
Se l'auto ha accessori installati a spese dell'azienda — navigatore, cerchi in lega — che non figurano nelle tabelle ACI, il decreto introduce una maggiorazione forfettaria del 5% sul valore del fringe benefit. Prima esisteva un vuoto normativo su questi accessori. Dal totale così calcolato si sottrae quanto il dipendente paga di tasca propria: la differenza è la base imponibile.
Se hai ricevuto l'auto entro fine 2025
Chi ha un'auto ordinata entro il 31 dicembre 2024 e consegnata entro il 31 dicembre 2025 mantiene il vecchio regime fiscale, evitando la tassazione al "valore normale" più penalizzante. La protezione vale anche in caso di riassegnazione del mezzo a un altro dipendente. Quando però questo stesso veicolo supera i 5 anni dall'immatricolazione, scatta comunque la maggiorazione del 50%.
Il ministro Leo ha dichiarato che la misura «pone definitivamente fine alle incertezze interpretative che si erano stratificate nel tempo con l'obiettivo di garantire chiarezza applicativa sia per le imprese che per i lavoratori». Per chi ha in uso un'auto aziendale con più di cinque anni — o sta per riceverne una — il passo concreto è verificare subito l'anno di immatricolazione e stimare l'impatto in busta paga prima che le nuove regole diventino operative.
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