Centottanta posti a tempo indeterminato, uno stipendio che parte da circa 2.400 euro netti al mese e cresce a ogni scatto di anzianità fino a superare gli 81.000 euro lordi annui. Il bando pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 7 luglio 2026 mette sul tavolo una delle carte più pesanti per chi cerca stabilità e progressione garantita nel pubblico impiego. La scadenza per presentare domanda è fissata alle 23:59 del 6 agosto 2026.
Non è la solita selezione per un contratto a termine: qui si parla di un posto fisso nella magistratura tributaria, la nuova figura professionale a tempo pieno che ha sostituito i vecchi giudici onorari e che decide le controversie tra contribuenti e fisco. Per chi ha una laurea in Giurisprudenza o in Economia, è una finestra che si apre adesso e che va colta entro un mese esatto.
Quanto si guadagna davvero: dallo stipendio iniziale alla carriera
Lo stipendio di un magistrato tributario in tirocinio è di circa 2.400 euro netti al mese, lo stesso trattamento economico previsto per il magistrato ordinario nella fase iniziale. Il dato sale in modo significativo al conferimento delle prime funzioni e prosegue a scatti ogni quattro anni, in coincidenza con le valutazioni di professionalità.
La progressione è nota e trasparente: dopo 13 anni dalla nomina la sola voce tabellare arriva a circa 61.880 euro lordi annui; superati i 28 anni di servizio si oltrepassano gli 81.000 euro lordi, cui vanno sommate l'indennità integrativa speciale e le voci accessorie. Secondo i dati ARAN, la retribuzione media complessiva di un magistrato in Italia si attesta intorno ai 137.000 euro lordi annui.
Va detto con chiarezza: l'importo d'ingresso è nettamente inferiore alla media, e il traguardo economico alto è il punto d'arrivo di una carriera lunga, non certo il primo stipendio. Ma per un lavoratore che oggi valuta se investire tempo nella preparazione, sapere che esiste un percorso a scatti garantiti – e non legato a discrezionalità datoriali – cambia il calcolo.
Serve la laurea in Giurisprudenza? No, anche Economia
Il bando apre due strade. Possono partecipare i laureati in Giurisprudenza (corso di durata non inferiore a 4 anni) e i possessori di una laurea magistrale in Scienze dell'economia (classe LM-56) o in Scienze economico-aziendali (classe LM-77). Sono ammessi anche titoli degli ordinamenti previgenti equiparati.
È una doppia via che allarga il bacino rispetto ai concorsi tradizionali in magistratura: chi viene da percorsi economici trova qui una delle rare occasioni di accedere a un ruolo giudicante a tempo pieno. Restano fermi gli altri requisiti standard: cittadinanza italiana, pieno esercizio dei diritti civili, condotta incensurabile, idoneità fisica all'impiego e assenza di condanne penali o procedimenti ostativi.
C'è un contributo di partecipazione di 50 euro, da versare tramite PagoPA entro la scadenza della domanda, non rimborsabile.
Lavoro dipendente o libero professionista: cosa cambia
La vera differenza rispetto al passato è che il magistrato tributario assunto con questo concorso è un dipendente pubblico a tempo pieno e indeterminato. Fino alla riforma del 2022, le commissioni tributarie erano composte da giudici onorari – professionisti e magistrati che esercitavano la funzione in via non esclusiva, con un compenso legato al numero di controversie definite.
Chi vince questo concorso entra in una carriera di ruolo, con ferie, contributi, progressione stipendiale certa e l'intero pacchetto di tutele del pubblico impiego. Per un avvocato o un commercialista che oggi divide la professione tra clienti e udienze tributarie, significa valutare se abbandonare la partita IVA per un contratto da dipendente statale con uno stipendio iniziale di 2.400 euro netti e una curva di crescita nota.

Come si entra: le tre prove del concorso
La selezione è per soli esami e si articola in tre fasi.
Prova preselettiva. Consiste in 75 quesiti a risposta multipla da risolvere in 60 minuti. Le materie e la distribuzione dei quesiti sono queste:
- diritto civile: 15 quesiti
- diritto processuale civile: 15 quesiti
- diritto tributario: 20 quesiti
- diritto processuale tributario: 10 quesiti
- diritto commerciale: 15 quesiti
Il punteggio: +1 punto per ogni risposta esatta, -0,33 per ogni risposta errata o multipla, 0 punti per le risposte omesse. Il risultato della preselettiva non concorre al punteggio finale.
Sono esonerati dalla preselettiva e ammessi direttamente alla prova scritta i giudici tributari già presenti nel ruolo unico, i magistrati ordinari, militari, amministrativi e contabili, i procuratori e gli avvocati dello Stato, e i candidati con invalidità pari o superiore all'80%.
Prova scritta. Due elaborati in 8 ore dalla dettatura della traccia: il primo su diritto tributario, il secondo su diritto civile o commerciale con profili tributari. Per accedere all'orale servono almeno 18/30 in ciascun elaborato.
Prova orale. Verte su diritto tributario e processuale tributario, diritto civile e processuale civile, diritto penale tributario, diritto costituzionale e amministrativo, diritto commerciale, diritto dell'Unione europea, contabilità aziendale e bilancio, elementi di informatica giuridica, più un colloquio in lingua straniera (inglese, spagnolo, francese o tedesco). Per l'idoneità servono 6/10 in ciascuna materia, la sufficienza alla prova di lingua e un punteggio complessivo non inferiore a 90 punti.
Come presentare la domanda (PEC obbligatoria)
La domanda si invia solo online, sul Portale unico del reclutamento inPA, autenticandosi con SPID, CIE, CNS o eIDAS. Serve un indirizzo PEC personale: chi non ce l'ha può attivarne una anche da smartphone prima della scadenza.
Il contributo di 50 euro va versato sempre online tramite PagoPA. Dopo l'invio, il sistema genera una ricevuta di iscrizione da conservare e da consegnare il giorno della prova preselettiva. Il diario della preselettiva e i quesiti validati dalla commissione saranno pubblicati con un avviso in Gazzetta Ufficiale il 13 ottobre 2026.
Due precisazioni operative: per i posti nella provincia di Bolzano sarà pubblicato un bando separato, per via dei requisiti di bilinguismo previsti dallo statuto speciale. E chi ha una certificazione DSA o disabilità deve inviare via PEC la documentazione originale entro 15 giorni dalla scadenza del bando.
Il concorso mette sul piatto uno stipendio garantito, una progressione certa e la stabilità del posto fisso in un ruolo giudicante appena riformato. Caratteristiche che, nel mercato del lavoro del 2026, appartengono a una specie rara.
Fonti
- Ipsoa.it
- Concorso Magistratura Tributaria 2026 per 180 posti
- Concorso magistrati tributari 2026 al via: come partecipare
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