Per oltre 230mila supplenti scolastici il contratto è scaduto ieri, 30 giugno 2026. Da oggi, 1° luglio, possono presentare domanda di NASpI all'INPS. Ma c'è un dettaglio che trasforma una scadenza amministrativa in un conto corrente più leggero: chi invia la domanda oltre l'8 luglio perde circa 42 euro lordi al giorno di indennità, giorno dopo giorno, fino all'invio.
Non è una penale né una sanzione: è semplicemente il meccanismo di decorrenza previsto dalla legge. Presentare la domanda entro 8 giorni dalla cessazione del contratto fa scattare l'assegno dall'ottavo giorno successivo. Ogni giorno di ritardo successivo è un giorno non pagato. Su un'indennità media di circa 1.256 euro lordi mensili – circa 940-950 euro netti dopo l'IRPEF – il costo dell'attesa è concreto e misurabile.
Il termine ultimo per non decadere dal diritto è di 68 giorni dalla fine del rapporto (quindi intorno al 6 settembre), ma chi aspetta agosto per fare domanda si troverà con diverse centinaia di euro in meno sul primo bonifico. Per un lavoratore che usa la NASpI come ponte verso le nomine di settembre, ogni giorno conta.
Chi ha diritto alla NASpI e cosa serve per fare domanda
Può richiedere la NASpI il personale docente e ATA con contratto a tempo determinato scaduto il 30 giugno (o il 31 agosto per i contratti annuali). Servono due condizioni: la disoccupazione involontaria – la scadenza naturale di un contratto a termine rientra nei casi previsti – e almeno 13 settimane di contributi versati negli ultimi quattro anni.
Per chi ha lavorato l'intero anno scolastico, la soglia è ampiamente raggiunta. Chi ha avuto contratti più frammentati deve verificare l'estratto conto contributivo sul portale INPS prima di inviare la domanda, per evitare sorprese.
La domanda si presenta esclusivamente online, con SPID, CIE o CNS, oppure tramite un patronato che offre assistenza gratuita. Contestualmente va resa la Dichiarazione di Immediata Disponibilità al lavoro (DID). Entro 15 giorni dall'invio, il lavoratore deve presentarsi al Centro per l'Impiego per firmare il patto di servizio personalizzato: dimenticarlo può sospendere l'erogazione.

Quanto arriva sul conto e quando
L'importo della NASpI è calcolato sulla retribuzione media degli ultimi quattro anni. Per il 2026 il massimale mensile è di 1.584,70 euro lordi, mentre la soglia sotto la quale si applica la quota piena del 75% è di 1.456,72 euro. Sopra quella cifra, al 75% si aggiunge il 25% della parte eccedente.
Nella pratica, un supplente con retribuzione lorda intorno ai 2.000 euro mensili riceve circa 1.256 euro lordi nei primi cinque mesi, che al netto dell'IRPEF diventano circa 940-950 euro. Dal sesto mese scatta il décalage: l'importo si riduce del 3% ogni mese.
Il primo accredito arriva mediamente entro 30-45 giorni dalla domanda. La durata complessiva è pari alla metà delle settimane lavorate negli ultimi quattro anni, con un tetto massimo di 24 mesi.
Cosa fare se arriva una nuova supplenza
La NASpI convive senza problemi con l'attesa di una nuova convocazione: si sospende automaticamente solo al momento della firma del nuovo contratto. Se durante l'estate si avvia un'attività autonoma o si apre partita IVA, invece, scatta l'obbligo di comunicarlo all'INPS entro 30 giorni con l'apposito modello. Omettere questa comunicazione è una delle cause più frequenti di richieste di restituzione.
Un altro punto spesso trascurato riguarda il TFR: per i contratti cessati il 30 giugno 2026, la liquidazione non arriva prima di luglio 2027, con tempi medi tra gli 11 e i 15 mesi. Non è una somma su cui contare nell'immediato.
Tre errori da evitare subito
- Aspettare di sapere l'esito delle nomine prima di fare domanda. La NASpI può essere richiesta subito e copre i mesi liberi fino all'eventuale nuovo contratto. Rinviare significa solo perdere giorni di indennità.
- Dimenticare la DID o il patto di servizio. La domanda telematica equivale al rilascio della DID, ma entro 15 giorni bisogna firmare il patto al Centro per l'Impiego. La mancata presentazione può bloccare i pagamenti.
- Non dichiarare redditi da attività autonoma. Anche se il reddito previsto è zero, chi ha partita IVA o è iscritto alla Gestione Separata deve segnalarlo. L'omissione fa perdere il diritto alla prestazione.
Se il contratto è scaduto ieri, la mossa concreta è una sola: raccogliere documento d'identità, codice fiscale, IBAN, ultime buste paga e contratto, e inviare la domanda entro l'8 luglio. Ogni giorno di ritardo dopo quella data ha un prezzo preciso: 42 euro lordi.
Fonti
- NASpI scuola 2026: domanda supplenti dopo il 30 giugno
- Tuttolavoro24.it
- Edunews24.it
- Oggiscuola.com
- Supplenze, oggi 30 giugno stop a migliaia di contratti
- Tecnicadellascuola.it
- Orizzontescuola.it
- NASpI precari scuola 2026: domanda dal 1° luglio
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