Congedo Parentale per Covid-19: Ecco Tutto Quello Che C’è da Sapere

Il congedo parentale è un forma di astensione dal lavoro riservato alle lavoratrici dipendenti per poter assistere i figli durante primi anni di vita. All’inizio del 2020 ,per poter aiutare e sostenere le famiglie in difficoltà in un momento storico molto particolare, il Governo ha deciso di introdurre il congedo parentale da Covid 19. Lo strumento si concretizza con un’astensione dal lavoro indennizzata inizialmente per necessaria quarantena in casi di sospetto contagio a scuola allargata successivamente anche alla sospensione dell’attività scolastica in presenza.

Può essere usufruito dai lavoratori dipendenti conviventi con figli minori di 14 anni. Nel corso del 2020 è stato oggetto di differenti modifiche ed integrazioni meglio dettagliate ed illustrate con apposite circolari da parte Inps. Il perdurare dell’emergenza pandemica, le esigenze di lavoro in smartworking e la didattica a distanza dei figli in età scolare hanno fatto sì che il Governo emanasse nuove misure a favore delle famiglie. In particolare il decreto del 13 marzo 2021 ha riconfermato le misure straordinarie già introdotte dal decreto agosto del 2020 e successive modifiche.

Soggetti interessati

Il nuovo decreto di sostegno alle famiglie emanato il 13 marzo 2021 ha previsto due differenti supporti. Nello specifico per i genitori lavoratori dipendenti conviventi con figli minori di 16 anni viene data la possibilità di lavorare in modalità smartworking nei casi di sospensione didattica o so manifestino infezioni o quarantena delle classi. Nei casi in cui non sia possibile effettuare la prestazione lavorativa sotto forma du lavoro agile il decreto ha previsto o meglio riconfermato il congedo straordinario che consente al genitore di astenersi dal lavoro nei periodi di sospensione dell’attività didattica in presenza senza perdere il posto di lavoro e senza che si incorra nel licenziamento.

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Congedo parentale per Covid-19

Nel periodo in cui si usufruirà della misura straordinaria verranno accreditato contributi previdenziali figurativi e sarà indennizzato al 50% della retribuzione per convivenza con figli fino a 14 anni. In caso di convivenza con figli di età tra i 14 ed i 16 anni invece il congedo non sarà indennizzato, nè saranno accreditati contributi previdenziali figurativi ma consentirà la conservazione del posto di lavoro. Nonostante l’emanazione del decreto solo nel mese di marzo il beneficio potrà essere fatto valere anche retroattivamente e quindi a partire dal mese di gennaio del 2021. Naturalmente l’astensione dal lavoro può essere richiesta alternativamente da uno dei genitori e non contemporaneamente. In presenza di figli con disabilità iscritti nelle scuole di ogni ordine e grado oppure ospitati in centri diurni di assistenza il congedo nei casi di chiusura o sospensione dell’attività il congedo spetta a prescindere dall’età anagrafica dei figli.

Come fare la domanda

La domanda di congedo parentale da Covid 19 può essere effettuata con tre modalità differenti. La prima modalità è l’accesso sul sito on line dell’Inps tramite Spid (sistema unico di identità digitale), Cei (carta identità elettronica) o tramite Csn (carta dei servizi nazionali) nella sezione dedicata all’apposito servizio. La seconda modalità invece è il ricorso a Patronati ed in fine l’ultima possibilità è rappresentata dalla possibilità di poter utilizzare il canale di call center integrato raggiungibile tramite numero verde da telefono fisso o da numero di cellulare a pagamento con tariffa variabile a seconda del gestore. I recapiti sono facilmente reperibili sul sito internet.

Validità del congedo parentale

Il nuovo decreto di marzo del 2021 riportante le nuove misure per il contenimento e la diffusione del Covid 19 ha introdotto interventi di sostegno a favore delle famiglie valide fino al 30 giugno 2021 con possibilità, qualora ci sia già una domanda in corso, e siano stati già usufruite giornate di congedo c’è la possibilità di trasformarla con il congedo straordinario da Covid 19. L’agevolazione non è compatibile con il lavoro agile e se uno dei genitori risulta essere non occupato. Il menzionato decreto prevede ulteriori agevolazioni anche per i lavoratori autonomi, per gli iscritti alla gestione separata Inps e per alcune categorie particolari di lavoratori dipendenti del comparto difesa, medico soccorso pubblico ai quali spetta uno o più bonus baby sitter erogati tramite libretto famiglia fino ad un massimo di 100 euro settimanali.

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