Pensioni minime 2027: aumenti fino a 20 euro, ma l’affitto è insostenibile

A gennaio 2027 le pensioni minime saliranno tra i 10 e i 20 euro lordi al mese, fino a circa 628,98 euro se il tasso di perequazione dovesse attestarsi al 2,8% ipotizzato dal Governo nel Documento di finanza pubblica di aprile. Ma con affitti medi di 400 euro e oltre 1.000 euro di spese essenziali mensili in città come Roma o Milano, l’aumento difficilmente si tradurrà in un sollievo reale per chi non ha casa di proprietà né una rete familiare solida. Le cifre definitive arriveranno solo in autunno, quando l’Istat certificherà l’indice FOI e il Ministero dell’Economia firmerà il decreto di rivalutazione.

Quanto aumenta l’assegno minimo: le due ipotesi sul tavolo

Il meccanismo ordinario prevede un adeguamento pieno all’inflazione per gli assegni fino a quattro volte il trattamento minimo (circa 2.447 euro lordi). Le proiezioni attuali differiscono perché partono da tassi di inflazione stimati diversi.

Se l’inflazione si fermasse al 2%, la minima passerebbe dagli attuali 605-611,85 euro a circa 615-625 euro. Con il 2,8% — stima governativa non ancora definitiva — l’importo salirebbe invece a 628,98 euro. Rispetto alla rivalutazione dell’1,4% applicata nel 2026, l’incremento sarebbe quasi doppio, ma resta lontano dall’idea di un cambiamento strutturale.

Nel frattempo il dibattito sulla legge di Bilancio si gioca su tre opzioni: prorogare le maggiorazioni per gli over 75, rafforzare le integrazioni al minimo in modo selettivo, o concedere un aumento più contenuto ma generalizzato. Ogni 10 euro in più per tutte le minime costano circa un miliardo di euro l’anno alla finanza pubblica.

Pensioni minime, un piccolo mucchio di monete sul davanzale soleggiato davanti ai palazzi di una grande città
L'aumento delle pensioni minime copre a malapena una parte dell'affitto, che resta insostenibile a Roma e Milano.

Chi perde di più: affitto, città e assenza di rete familiare

Il caso di Mario, 78 anni, ex operaio a Roma, mostra l’impatto concreto. Oggi percepisce 605 euro di pensione minima integrata e paga 400 euro di affitto a Tor Bella Monaca. Con l’aumento 2027 arriverebbe intorno ai 620 euro: restano poco più di 200 euro per utenze, cibo, farmaci. Meno di un quarto dei 1.000 euro che le associazioni di consumatori stimano come spesa minima mensile per una persona sola in una grande città.

Per Anna, 82 anni, la situazione è meno critica solo grazie agli incrementi per over 75: oggi riceve circa 680 euro e potrebbe salire di 20-25 euro se il governo conferma queste misure. Se le maggiorazioni venissero cancellate, tornerebbe vicino alla minima standard rivalutata.

Il vero spartiacque è la casa. Un pensionato proprietario dell’abitazione — e con un supporto familiare alle spalle — affronta l’inflazione in modo radicalmente diverso da chi deve pagare un canone di locazione. Nei centri urbani più cari la distanza tra assegno e costo della vita si allarga fino a diventare incolmabile senza aiuti esterni.

Assegno sociale e invalidità civile: gli effetti sugli assegni più fragili

La perequazione coinvolge anche prestazioni assistenziali vitali per chi non ha mai versato contributi sufficienti. Con il 2,8%, l’assegno sociale passerebbe da 546,24 euro a circa 561,54 euro per 13 mensilità. L’invalidità civile ordinaria salirebbe da 340,71 euro a circa 350,25 euro. Incrementi di sopravvivenza, che da soli non colmano la distanza tra reddito e spesa reale se manca una rete di sostegno.

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